
Una volta passato Ferragosto, il prato in microterme si avvia gradualmente verso una delle fasi più importanti dell’anno: quella che porta dalla gestione dello stress estivo alla ripresa vegetativa di fine estate e inizio autunno.
La parola importante, però, è gradualmente.
Ferragosto è un ottimo riferimento sul calendario, ma non rappresenta una data agronomica uguale per tutta Italia.
Il nostro Paese presenta infatti condizioni climatiche molto diverse in funzione di latitudine, altitudine ed esposizione. Nelle regioni settentrionali le prime notti più fresche possono anticipare il ritorno a condizioni favorevoli alle microterme; al Centro e soprattutto al Sud, invece, la seconda metà di agosto può conservare caratteristiche pienamente estive ancora per diverse settimane.
Inoltre, negli ultimi anni il caldo estivo tende frequentemente a prolungarsi: i dati climatici italiani confermano temperature estive sempre più elevate rispetto ai riferimenti climatologici.
Questo significa che il prato dopo Ferragosto non va gestito guardando soltanto la data.
Bisogna osservare temperature, umidità del terreno, stato del tappeto erboso e soprattutto la sua capacità di tornare a vegetare.
È però il momento giusto per iniziare a fare una cosa fondamentale: capire cosa ha lasciato l’estate e programmare la ripartenza.
Prato dopo Ferragosto: Nord e Sud non partono insieme
Festuca arundinacea, Lolium perenne, Poa pratensis e Festuca rubra appartengono al gruppo delle microterme e trovano le condizioni migliori di crescita nelle stagioni più miti, mentre il caldo estivo rappresenta il periodo più difficile da superare.
Per questo motivo tra fine estate e inizio autunno si apre generalmente una finestra molto interessante per la loro ripresa e per eventuali interventi di rigenerazione. Anche le indicazioni agronomiche internazionali collocano la tarda estate e l’inizio dell’autunno tra i momenti migliori per la semina e la trasemina delle specie da clima fresco.
Ma la stessa finestra non si apre contemporaneamente a Bolzano, Bologna, Roma, Napoli o Palermo.
- Al Nord alcuni interventi possono diventare possibili già nella seconda parte di agosto.
- Al Centro dipenderà molto dall’andamento della stagione.
- Al Sud e nelle aree costiere più calde può essere invece necessario attendere settembre inoltrato.
Quindi niente fretta.
Non dobbiamo anticipare l’autunno. Dobbiamo essere pronti quando arriva.
Vediamo allora quali sono le 7 cose da fare sul prato dopo Ferragosto.
1. Osservare il prato e capire i danni dell’estate
Prima di prendere verticut, concime o semente, bisogna fare una diagnosi.
Dopo settimane di temperature elevate il tappeto erboso può presentare:
- zone ingiallite;
- aree completamente secche;
- perdita di densità;
- macchie localizzate;
- feltro;
- terreno molto compatto;
- crescita irregolare.
L’errore più comune è attribuire tutto semplicemente al caldo.
Una zona secca può essere conseguenza di stress idrico, ma anche di una distribuzione irregolare dell’impianto di irrigazione. Un ingiallimento può avere origine da una patologia fungina, da insetti terricoli, dal taglio troppo basso o da altri stress subiti durante l’estate.
L’articolo originario partiva proprio da questo principio: prima della rigenerazione bisogna individuare le aree danneggiate e, soprattutto, cercare di comprenderne la causa.
Perché rigenerare senza correggere il problema che ha provocato il danno significa rischiare di ritrovarlo nuovamente.
2. Valutare il verticut, ma solo quando il prato può reagire
Se sono presenti feltro, materiale vegetale morto o zone fortemente diradate, può essere utile intervenire con un verticut.
Le lame verticali permettono di aprire il cotico, eliminare parte del materiale secco e creare spazi nei quali il seme della successiva trasemina possa raggiungere più facilmente il terreno.
È quindi un intervento particolarmente utile quando dobbiamo recuperare zone danneggiate o aumentare la densità del prato.
Ma attenzione ancora una volta alle condizioni climatiche.
Se il prato è ancora sottoposto a temperature molto elevate, il terreno è asciutto e le piante sono in pieno stress estivo, non è il momento di aggiungere un ulteriore stress meccanico.
La tarda estate è favorevole alla rigenerazione delle microterme quando le condizioni iniziano realmente a migliorare; le semine effettuate ancora in piena estate sono invece maggiormente esposte a caldo e siccità.
Il verticut, quindi, non si fa perché è passato Ferragosto.
Si fa quando il prato è pronto a recuperare.
3. Traseminare le zone diradate
Quando le temperature diventano favorevoli possiamo iniziare a programmare la trasemina del prato.
La trasemina permette di aumentare nuovamente la densità del tappeto erboso, recuperare le fallanze e ricostruire le zone che durante l’estate hanno perso parte della vegetazione.
Anche in questo caso la scelta della semente è importante. Il miscuglio deve essere compatibile con il tappeto erboso esistente e con le caratteristiche dell’area: esposizione, utilizzo, clima e intensità di manutenzione.
Per interventi specifici di rigenerazione, Emeraldgreen propone ad esempio Turf Excellent Overseeding, composto da Loietto perenne e studiato per le trasemine, e Turf Innovation Repair, blend di loietti destinato alla rigenerazione dei tappeti erbosi.
La velocità di insediamento è particolarmente importante quando dobbiamo richiudere rapidamente una superficie danneggiata.
Ma il seme, da solo, non basta.
4. Favorire il contatto tra seme e terreno
Uno dei fattori fondamentali per una buona trasemina è il contatto seme-terreno.
Dopo la distribuzione del seme è quindi utile effettuare un leggero top dressing con un terriccio specifico per tappeti erbosi, preferibilmente caratterizzato da una buona componente sabbiosa.
Non dobbiamo creare uno spesso strato di terreno.
Sono sufficienti pochi millimetri distribuiti uniformemente per accompagnare il seme verso la superficie del suolo senza seppellirlo eccessivamente.
Il principio è semplice:
il seme deve raggiungere il terreno, non rimanere sospeso sopra foglie e feltro.
Il buon contatto seme-suolo è infatti uno degli elementi fondamentali per ottenere un insediamento uniforme.
Il top dressing aiuta inoltre a mantenere più stabile l’umidità nei primi millimetri di terreno, proprio dove avverrà la germinazione.
5. Concimare distinguendo tra trasemina e prato esistente
Con la ripresa vegetativa torna importante anche la nutrizione.
Ma qui dobbiamo distinguere due situazioni.
Se stiamo traseminando
Possiamo utilizzare un fertilizzante specifico per semina e trasemina, in grado di accompagnare le prime fasi di sviluppo delle nuove plantule.
Nella gamma Emeraldgreen troviamo concimi specifici per semina e trasemina: Turf Excellent Start H 10.18.10 e Turf Innovation Go Green 14.28.10.
Se il prato è già chiuso ma deve recuperare
Possiamo invece valutare una nutrizione destinata alla ripresa vegetativa, scegliendo formulazioni adatte al periodo e alle reali condizioni del tappeto erboso, con l’impiego di prodotti specifici per rimettere in forma il prato dopo la stagione calda. Turf Excellent Fairways 24.0.11 e Turf Innovation Race 25.5.5 sono i prodotti corretti che vanno usati per stimolare la nuova vegetazione.
La tarda estate e l’inizio dell’autunno rappresentano effettivamente un periodo importante per la nutrizione delle microterme. Ma, ancora una volta, non bisogna concimare semplicemente perché sul calendario compare il 20 o il 25 agosto.
Se il prato è ancora bloccato dal caldo, meglio aspettare condizioni più favorevoli.
L’obiettivo non è forzarlo. L’obiettivo è accompagnarne la ripartenza.
6. Riportare gradualmente il taglio verso l’altezza abituale
Durante i periodi più caldi dell’estate mantenere una maggiore superficie fogliare può aiutare il prato ad affrontare meglio lo stress.
Quando le temperature iniziano a diminuire e il tappeto erboso riprende a crescere, possiamo progressivamente riportare il taglio verso l’altezza abituale di gestione.
Progressivamente è la parola fondamentale.
Non bisogna passare improvvisamente da un prato mantenuto alto durante agosto a un taglio molto basso in una sola operazione.
Una buona regola agronomica è evitare di rimuovere più di circa un terzo dell’altezza della pianta con un singolo taglio, riducendo così lo stress provocato dalla rasatura.
E soprattutto evitiamo lo scalping, cioè un taglio talmente basso da interessare la parte basale del tappeto erboso e indebolire seriamente la pianta.
Non esiste quindi un’altezza da raggiungere obbligatoriamente il giorno dopo Ferragosto.
L’altezza corretta dipende dalle specie presenti, dal tipo di prato e dalle condizioni climatiche.
7. Rivedere l’irrigazione
L’ultima cosa da fare riguarda l’acqua.
Durante l’estate l’irrigazione rappresenta uno degli elementi decisivi per mantenere in vita e in salute il tappeto erboso.
Con la progressiva riduzione delle temperature, giornate più corte e il ritorno delle precipitazioni, anche il fabbisogno idrico può iniziare a diminuire.
Questo significa che dobbiamo rivedere gradualmente il programma irriguo.
Ma attenzione: non esiste una regola universale del tipo “dopo Ferragosto si irriga due volte alla settimana”.
La frequenza dipende da:
- temperature;
- precipitazioni;
- esposizione;
- tipo di terreno;
- profondità radicale;
- specie presenti;
- efficienza dell’impianto.
Bisogna quindi irrigare in funzione di ciò che il prato e il terreno richiedono, evitando di continuare automaticamente con la programmazione utilizzata nelle settimane più calde.
Se abbiamo effettuato una trasemina, però, cambia tutto
Il seme appena distribuito lavora nei primissimi millimetri di terreno.
Durante la germinazione è quindi necessario mantenere la superficie leggermente e costantemente umida, utilizzando irrigazioni leggere e frequenti senza creare ristagni.
Con lo sviluppo delle plantule potremo poi aumentare gradualmente la quantità d’acqua per singola irrigazione e ridurne la frequenza. Questa gestione è raccomandata anche nelle indicazioni tecniche per la rigenerazione dei tappeti erbosi.
Il prato non segue il calendario: segue il clima
Forse è questa la cosa più importante da ricordare.
Ferragosto non segna la fine dell’estate per il prato.
Segna piuttosto il momento in cui possiamo iniziare a guardarci alle spalle, valutare ciò che è successo nei mesi più caldi e prepararci alla fase successiva.
- Al Nord quella fase può iniziare relativamente presto.
- Al Centro può arrivare qualche settimana dopo.
- Al Sud agosto può continuare tranquillamente a comportarsi da agosto anche quando settembre è ormai vicino.
Ecco perché verticut, trasemina, concimazione, irrigazione e altezza di taglio non devono essere programmati soltanto in funzione della data.
Dobbiamo aspettare il momento in cui il prato in microterme torna realmente nelle condizioni di crescere e recuperare.
In sintesi: le 7 cose da fare sul prato dopo Ferragosto
Dopo il periodo più difficile dell’estate è quindi il momento di:
- valutare i danni e individuarne la causa;
- effettuare il verticut quando le condizioni lo permettono;
- traseminare le zone diradate;
- favorire il contatto tra seme e terreno con un leggero top dressing;
- programmare la corretta nutrizione di ripartenza;
- riportare gradualmente il prato verso l’altezza di taglio abituale;
- adattare l’irrigazione alle nuove esigenze climatiche.
Il periodo più duro sta per terminare.
Ma proprio adesso inizia una fase fondamentale per costruire densità, salute e qualità del tappeto erboso dei mesi successivi.
Perché dopo aver aiutato il prato a superare l’estate, arriva finalmente il momento di aiutarlo a ripartire.
Quando iniziare a lavorare sul prato dopo Ferragosto?
Non esiste una data valida per tutta Italia. Bisogna attendere che le temperature inizino realmente a diminuire e che il prato in microterme mostri una ripresa dell’attività vegetativa. La finestra può iniziare prima al Nord e più tardi nelle aree calde del Centro-Sud.
Si può traseminare il prato a fine agosto?
Sì, se le condizioni climatiche sono favorevoli. La tarda estate e l’inizio dell’autunno sono generalmente periodi molto interessanti per la semina delle microterme, ma temperature ancora eccessivamente elevate possono rendere opportuno posticipare l’intervento.
Quando fare il verticut dopo l’estate?
Il verticut può essere effettuato quando il tappeto erboso ha superato la fase di maggiore stress estivo ed è nelle condizioni di recuperare rapidamente. È particolarmente utile prima di una trasemina.
Bisogna abbassare il taglio a fine agosto?
Non automaticamente. L’altezza può essere ridotta progressivamente quando il prato torna a crescere con regolarità, evitando tagli drastici e rispettando la regola di non asportare più di circa un terzo della vegetazione in un singolo intervento.
Bisogna diminuire l’irrigazione dopo Ferragosto?
Dipende dal clima. Con temperature più basse e maggiori precipitazioni il fabbisogno può diminuire, ma il programma deve essere adattato alle condizioni effettive. In caso di trasemina, invece, la superficie deve essere mantenuta umida durante la germinazione.
