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Senza voler essere presuntuosi, crediamo di poter affermare che irrigare correttamente il prato ascoltando le sue reali esigenze possa essere paragonato ad un’arte: l’impianto d’irrigazione è lo strumento che deve essere perfettamente “accordato”, ovvero correttamente progettato in tutte le sue parti, perché sia funzionale e funzionante. La melodia è l’acqua: senza questo elemento vitale lo strumento è un aggeggio inutile.

A che cosa serve l’acqua?

Iniziamo ricordando che l’acqua è il costituente fondamentale di ogni essere vivente: siamo essenzialmente acqua! La maggior parte della nostra massa corporea è costituita da questo elemento e tutti i processi vitali avvengono in sua presenza.

Per quanto riguarda le piante, ed in particolare nelle essenze che compongono il tappeto erboso, l’acqua svolge una funzione nutrizionale fondamentale, perché gli elementi nutritivi sono disciolti in essa. Risulta poi necessaria per tutte le attività metaboliche, è di sostegno fisico alla pianta stessa (idroscheletro/turgore cellulare) ed effettua funzione di termoregolazione (evapotraspirazione).

Troppe volte la presenza d’acqua è data per scontata: tanto c’è, tanto non finisce! L’acqua è invece un bene preziosissimo e limitato, e come tale va gestita con parsimonia e con precisione.

Accade sempre più spesso – anche dove acqua ce n’è sempre stata in abbondanza – che essa venga a mancare, o meglio, che la sua presenza non sia più così costante. I motivi sono diversi, ma tutti riconducibili ai cambiamenti climatici a breve periodo di cui siamo tutti testimoni.

E’   proprio in questi casi che la tecnica ci viene in aiuto con gli Umettanti-Radicanti, una serie di prodotti che permettono all’acqua di essere gestita in modo più efficiente, con conseguente notevole risparmio di risorse.

Questi prodotti rendono l’acqua più “liquida”, ne consentono e aumentano l’adesione al terreno mettendola a disposizione dell’apparato radicale della pianta e regolano, correggendolo, il rapporto aria/acqua nel substrato radicale. In tal maniera favoriscono la radicazione poiché quando la frazione aria/acqua è corretta, la porzione ipogea della pianta si sviluppa correttamente e in profondità: così facendo, il prato sarà più forte e più resistente anche alle condizioni più estreme.

Come agiscono gli Umettanti-Radicanti? Per capirne bene il funzionamento occorre aprire una piccola parentesi e vedere com’è fatta l’acqua a livello molecolare.

L’acqua è composta da due atomi di idrogeno e da un atomo di ossigeno: la sua struttura è paragonabile a quella di una microscopica calamita con polo positivo e polo negativo (molecola polare o dipolo). Le molecole d’acqua quando si trovano vicine si dispongono come dei magneti formando dei legami tra le porzioni positive (+) e le porzioni negative (–) delle differenti particelle. Questo porta l’acqua a formare una struttura che abbia il massimo volume a fronte della minore superficie esterna, cioè ad esporre la minor superficie possibile rispetto all’ambiente esterno (aria) che non è polare (cioè che non ha cariche elettriche): è così che l’acqua assume la forma di una sfera, una microscopica gocciolina.

Quanto è forte questo legame elettrochimico? Per avere un’idea provate a separare due lastre di vetro bagnate ed appoggiate l’una sull’altra: difficile vero? Si rischia addirittura di rompere il vetro!

Altro modo semplice per “vedere” la forza con cui le molecole d’acqua si legano è riempire un bicchiere alto e stretto: quando si arriva all’orlo l’acqua non fuoriesce subito, ma sale leggermente oltre il bordo con una forma a lente. È come se si formasse una sorta di “pelle” che trattiene l’acqua oltre il limite fisico costituito dalle pareti del bicchiere e ne impedisse la fuoriuscita.

Questo piccolo approfondimento spiega come mai l’acqua rifugge tutti i materiali apolari, cioè privi di carica elettrica, come l’aria, il grasso, la cera. Si pensi a quando si bagna una foglia di rosa e le goccioline di liquido scappano via senza aderire e quindi senza bagnare la superficie: il motivo è proprio dovuto alla presenza di cuticole cerose apolari sulle foglie che fanno letteralmente “scappare via” l’acqua.

Che cosa ha a che fare tutto quanto appena espresso con il risparmio d’acqua e con l’efficienza della stessa e quindi con il rendimento dell’irrigazione?

Quando l’acqua non si ferma a contatto con le radici e non bagna il terreno, è come se fuggisse via e non aderisse, proprio come nel caso delle gocce sulla foglia di una rosa. Nei suoli sottoposti a umettazioni brevi seguite da disseccamenti ripetuti si formano delle pellicole di origine organica (formate da batteri, per la maggior parte, ma anche da funghi microscopici) che creano uno strato idrorepellente (apolare, senza carica elettrica) che non lega con l’acqua. Questa perciò non fa presa con le particelle di terra, non bagna e va inevitabilmente persa rendendo vani gli sforzi (fisici ed economici) spesi nel tentativo d’irrigare. Queste caratteristiche negative del substrato sono ulteriormente accentuate dall’impiego di substrati freddi, con attività microbica limitata, in cui non esiste un equilibrio corretto all’interno della microflora e della microfauna: in questi casi si ha spesso lo sviluppo esagerato di colonie di microrganismi che non trovano ostacoli ed avvolgono letteralmente le particelle di suolo rendendole assolutamente non recettive all’acqua. Si parla pertanto di idrofobia del suolo: è come se l’acqua scorresse più viscosa fra le particelle del terreno senza aderirvi.

Cosa fare in questi casi? Basterebbe rendere l’acqua più… liquida. La tecnologia Emeraldgreen ci viene in aiuto, con prodotti in grado di tenerla adesa al terreno sfruttando proprio le caratteristiche elettrochimiche dei due componenti in gioco: liquido e solido.

Si tratta degli Umettanti-Radicanti già citati all’inizio. Come sono fatti? Sono molecole con una parete polare (idrofoba) che lega con le superfici che rifiutano l’acqua, attaccandosi quindi al terreno ricoperto dalle pellicole organiche, e da una porzione apolare (idrofila) che lega le molecole d’acqua. Il gioco è fatto: l’Umettante-Radicante fa da tramite tra il terreno e l’acqua, e come tante microscopiche braccia questi prodotti si agganciano al terreno da una parte e trattengono l’acqua necessaria dall’altra rendendola disponibile per la pianta.

Si può anche prevenire (anziché limitarsi al curare) il fenomeno dell’idrofobia dei terreni?

Assolutamente si! Usando Umettanti-Radicanti preventivi come Vivax.

Vivax è un trattamento liquido che va somministrato sul terreno con circa tre applicazioni durante i mesi di Maggio, Giugno e Luglio, distanziate di circa 15-20 giorni le une dalle altre (si può arrivare anche ad intervalli di 1 mese a seconda delle condizioni pedoclimatiche). Vivax crea nel tempo una sorta di rete tridimensionale persistente formata dalle “braccia microscopiche” di cui abbiamo già detto, che trattengono l’acqua attaccata al terreno e ne regolano la distribuzione uniforme nel suolo (cioè creano un corretto rapporto aria-acqua). Va detto inoltre che anche l’utilizzo di sostanza organica nobile miscelata al terreno (tipo Humic DG a base di acidi umici e fulvici estratti da leonardite di altissima qualità) aiuta a strutturare meglio il substrato di coltivo. È chiaro che la correzione della biofertilità del substrato è importantissima anche nella gestione dell’acqua e limita il fenomeno dell’idrofobia.

Quando il problema è ormai evidente, come si cura?

Si può utilizzare nelle zone colpite Duplex.

Si tratta di un trattamento liquido curativo che va applicato localizzato o a pieno campo per risolvere le conseguenze dell’idrofobia del suolo, agendo in modo veloce ed efficace nel risolverne gli effetti già dopo un paio di interventi. Certamente per risolvere definitivamente l’idrofobia alla base il programma di trattamenti preventivi con il Vivax, precedentemente citato, è senz’altro la soluzione più performante e duratura.

La parola d’ordine è quindi prevenire tutto ove possibile, aumentando l’efficienza dell’acqua, le performance dell’impianto irriguo ed il risparmio fisico ed economico dell’acqua.