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Prato ricoperto da brina e neve in inverno

E’ indubbio che un germinello nato a fine novembre o ad inizio dicembre, in particolare nel clima del nord Italia, non arrivi a crescere e ad accestire a sufficienza per ricevere almeno un taglio prima del freddo vero e proprio.

Se l’inverno è nevoso, nessun problema all’orizzonte: l’effetto coibentante e protettivo del manto nevoso crea un ambiente ideale per la vita della plantula in termini di luce, temperatura e umidità.

Se invece si presenta un inverno con condizioni di freddo ed asciutto prolungati, il nostro prato novello può andare incontro a qualche guaio. Il problema vero non è mai la temperatura (il tappeto erboso giovanissimo può avere qualche ingiallimento del cotiledone per il freddo ma per subire dei danni devono verificarsi temperature polari (sotto i -20°C per intenderci!). Il fastidio nasce invece dalla coesistenza di temperature notturne sotto lo zero e fenomeni di improvviso riscaldamento diurno (ad esempio tipiche del vento caldo tardo invernale denominato foenn) unite ad assenza prolungata di precipitazioni piovose o nevose. Quando queste condizioni si prolungano per 15-20 giorni o più, si assiste ad un deperimento per disseccamento delle giovani plantule: la poca acqua, presente nei primi strati dell’atmosfera e del terreno, passa da stato solido (ghiaccio) a stato gassoso (vapor d’acqua) il fenomeno viene chiamato sublimazione, avete presente il ghiaccio che “fuma” quando viene stratto dal freezer e portato a temperatura ambiente? La plantula in queste condizioni non riesce ad approfittare e ad assorbire l’acqua con la radice e finisce per disidratarsi. Ricordate sempre che i peggiori deserti per le piante son quelli di ghiaccio, non quelli di sabbia! A questo concorre il fatto che il terreno in queste condizioni diventa incoerente per il gelo-disgelo nei primi 2-3cm cooperando alla disidratazione progressiva.

Come affrontare una situazione del genere? Come garantire la sopravvivenza ai nostri germinelli e salvarli da morte quasi certa?

 IRRIGANDO!!!

No, non siamo impazziti.

 Quando vengono a crearsi queste condizioni (specie a fine gennaio-febbraio) è fondamentale aprire una volta la settimana l’impianto o agire manualmente e bagnare il prato nelle ore più calde del giorno con una breve irrigazione che dia ristoro alle piante e consenta loro di rimanere coese col substrato. Se il terreno lo consente di può fare anche una rullatura molto leggera per migliorare il contatto tra la radice ed il terreno. Questa pratica va effettuata con “granu salis”: dopo l’utilizzo temporaneo dell’irrigazione è conveniente scaricare nuovamente l’impianto per evitare spiacevoli rotture dei vari elementi (elettrovalvole, saracinesche ed irrigatori).

Si tratta in ogni caso di un piccolo rischio calcolato. La semina tardiva ha comunque molti più “pro” che “contro” inoltre con l’impiego di appositi concimi primaverili di spinta come Nutriturf Race 25.5.5 o The Andersons Fairways 24.0.11, si arriva ad avere un prato uniforme e denso in tempi molto più rapidi che non seminando in primavera. Anche gli interventi tardo primaverili con i prodotti autorizzati anti germinello, da utilizzare solo ove la legislazione lo consente, possono esser eseguiti in sicurezza senza timore di danneggiare le plantule che ormai sono adulte.

Concime di spinta vegetativa RACE in scatola da 2 kg e FAIRWAY in scatola da 1,5 kg

Allora avanti tutta! La stagione per seminare in modo proficuo è ancora lunga e densa di soddisfazioni.